Auschwitz – (Arbeit macht frei)*

 

Nevica ad Auschwitz,

fratello, gelide le

tue mani e gelido il tuo cuore

Sussulti al fischio

di quel treno, e,

incroci, lo sguardo

di un bimbo, muto,

composto, nel suo dolore.

Cigola quel cancello,

chiuso alle tue spalle,

occhi spenti, senza lacrime ,

orizzonti grigi.

Sogni, fratello,

sterminate praterie,

arse dal sole,

sorvolate da nugoli

di uccelli, liberi di

solcare l’aria.

Un cancello ha

tarpato le tue ali,

«Arbeit macht frei* »,

nevica ad Auschwitz,

fratello, nevica nel mio cuore!

*(il lavoro rende liberi)

Salvatore Amico

Caltanissetta

La poesia “Auschwitz” ha partecipato all’ Edizione 2013 del Premio Letterario  “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”, classificandosi al PRIMO POSTO della sezione “Poesia a tema libero in Italiano”.

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