Angoscia

Mi muovo

per capire

di me

nell’eterogeneo

creato.

 

Sceso dal nulla,

vivo,

respiro,

nutro il mio corpo,

assetato

di limpida acqua.

 

Acqua

che scorre

al di là

di una riva

senza pontili,

per ricusare

disperati,

anelanti

ancoraggi.

 

Mi muovo

nella nebbia

di avulsi

pensieri,

pentagrammi

svuotati di note,

assenti

delicate armonie

da donare

alla ninfa.

 

Desideri di notte,

compagno Aladino,

luci oscurate

da folate di vento,

pallido sole,

timido squarcio

a momenti

crudeli.

 

Incombe

una stasi

incessante

 

                     Giuseppe Romano

La poesia “Angoscia” ha partecipato all’edizione 2013 del Premio Letterario “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”, nella sezione “Poesia a tema libero in Italiano”.

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