Il fiume

Il sole che splendeva quel mattino

faceva rosseggiare pietre e campi,

il caldo soffocante mi fiaccava,

la sete mi gonfiava lingua e gola …

… all’improvviso giunse una frescura

guardai per terra, vidi quattro gocce

raccolte in una piccola pozzetta.

Diedi uno sguardo in giro ed osservai

che c’era un poco d’erba e quattro frasche:

ci sono entrato dentro ed ho trovato:

sotto una pietra c’era un filo d’acqua.

Scendeva lenta lenta tra le frasche

e si buttava dritta in un vallone.

Io la guardavo crescere, contento,

correndo con i piedi dentro all’acqua

per scorgere dov’è che poi finiva.

E ruzzolai fin dentro alla fiumara

mentre nuotavo come fa un’aguglia;

il fiume, che correva come il vento,

strappava tronchi e arbusti, e le mie vesti.

Le rapide portarono di colpo

al baratro che ruppe la mia vita …

… io caddi giù e il fiume, comprensivo,

divenne un po’ più calmo, come il mare.

Ora ci nuoto dentro con il cuore

che sente le carezze che fa l’acqua

e cerco di sfociare nel mio mare

per incontrarmi coi fratelli pesci,

con tutte le ricchezze e con il segno

che batte il tempo dentro la mia vita.

 

Pietro Cosentino

Palermo

La poesia “Il fiume” ha partecipato all’edizione 2013 del Premio Letterario “Vincenzo Licata – Città di Sciacca”, nella sezione “Poesia in lingua italiana con tema “Natura,Ambiente,Paesaggio”.

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