Monthly Archives: novembre 2011

TERREMOTO

D’improvviso un boato, tutto trema e la città si sveglia, in preda al panico. Abbandonate le case, la gente si riversa in strada. La cenere pervade ogni cosa, la pioggia bagna ciò che resta. Tutto e niente: macerie e speranze distrutte. A cosa appigliarsi in questi momenti? Si è...

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CUORE EMIGRANTE

Lontano in cerca di fortuna, triste con l’alito rotto.  . Errante, affido il mio cuore emigrante ad una terra straniera.  . Non so cosa supplirà l’eremo della mia anima.   Per un pezzo di pane e di libertà, il mio corpo si offre ai disincanti e alle lusinghe, di...

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Velieri liberi

Riusciremo a rivivere quelle incantevoli sensazioni che ci facevano ritenere di potere rimanere semplici per un’intera vita. Timori per un pallone bucato, vetri infranti di una finestra semichiusa, un cane feroce alle nostre spalle e verso casa la lunga corsa folle; l’incapacità di poter fronteggiare l’abbandono di una persona...

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Un bambino nella pancia

Non ero ancora nato, ero troppo piccolino, mi trovavo in una pancia in quanto un cinesino di cui la mia mammina si era tanto innamorata, dopo averne approfittato è scappato e l’ha lasciata. E’ stato per mia mamma un periodo molto brutto, lei piangeva notte e giorno mentre io...

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Figlio Mio (Riccardo)

Figlio mio, dolce ed eterea creatura dalle lunghe impressioni dorate, come un uccello ti apri nella mia solitudine felice. . Sei l’immenso fuoco che illumina le corde di un sentimento puro. . Vivo nell’osservarti, conservo lo spirito maestro che i tuoi misteri mi donano. . Non dimenticarmi perché il...

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PERCHE’ SAN CALOGERO E’ NERO

San Calogero è un santo agrigentino. D’adozione, almeno. Infatti, di molte città della provincia è il patrono, in molte altre gode di devozione e rispetto: Sciacca, Naro, Raffadali, Canicattì, ecc. Le sue origini affondano più nella tradizione che nella storia. Infatti, non si può affermare con qualche certezza che...

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UNA DOLCE LUCE

Come il profumo di un fiore nella notte è il sentimento scaturito nella malinconia dei cipressi, per te , per la tua bellezza non convenzionale. Tu, triste , con il volto pallido e le labbra rosse e con gli occhi che brillano come raggi di luce riflessi da una...

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FAIDDA ETERNA

Passa lu scuru di la nuttata e torna lu lustru a prima matina, doppu lu Mmernu accumencia Primavera. . Ogni cosa mori pi rinasciri. . Figli figlianu figli e siddu la vita passa comu ‘n sciusciuni di ventu, l’omu nni lu ricordu resta, faidda eterna. . Traduzione Scintilla eterna....

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Il Mare

Mare tempestoso. Mare meraviglioso. Mare che da vita. Mare che da morte. Mare che con legni, trasporta vite e speranze, che toglie ogni vita, che toglie ogni speranza di miglior vita. Mare che unisce, mare che separa. Mare crudele che tante croci hai generato, che tante vite hai spezzato....

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NEI RICORDI DI MIO PADRE

“Ho villeggiato in Germania”, sempre ripetevi, e lo dicevi con un tono che sembrava credibile, per una bambina incapace ancora di cogliere l’amara ironia della tua voce. Cominciava sempre così l’onda dei tuoi ricordi quando mi sedevo accanto a te e ti chiedevo col tono perentorio tipico dei bambini:...

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L’ULTIMO “TI VOGLIO BENE”

Era il 12 giugno 2008 quando ad Elaisa venne data la notizia più terribile di tutte, quella che non avrebbe mai voluto sentire, quella a cui non aveva mai pensato, sarebbe scappata via pur di non sentirla. Lei era molto legata a sua nonna, sua nonna, da qualche giorno...

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Personaggio di Villafranca

Cu suli, a nivi, l’acqua e u malutempu camina in bricichetta, non c’è scampu, gira pi Villafranca, alleggiu,ntà so manu, non è straneru…è nostru paisanu ! . Soddi non nn’avi aviri ‘nta sacchetta, non sù pu pani…sunnu pa Gazzetta na manu ntò manubriu e l’occhi avanti ridi e saluta...

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IL DINAMISMO DELLA VITA

Come un vento impetuoso che soffia tra gli alberi e ne scuote le foglie rinfrescando l’arsura dell’estate è la tua bellezza prorompente che mi scuote e rinfresca l’animo dall’aridità della monotonia della vita. Ricordo ancora il tuo volto sorridente , il tuo corpo stupendo e il tuo seno grande...

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I MATI PESSE’ BEI

La cusina veronese la ofre piati che te sgionfa par un mese. Scomiziando dal bolito in dòe boconi de galine selvadeghe, zarveleti de vedelo, codeghìn, lengua salmistrà, carota, zèole, sedano e sale in bisogno, iunisse el nostro palado al tènaro saòre de pan gratà e a la sproporzionà zonta...

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U làtru puvireddu!

Di ‘n gniùdici vinni cunnanatu, ‘mpuvurazzu ca ppi fami avia rubbatu, ‘mpanaru d’aranci, ma, cull’aggravanti, ppi cui e ppi comu, non c’era scusanti, era ladru ricidivu, non ‘mpurtava chiù nenti, macari si fu a fami ‘u ‘mutivu prissanti. Signuri, ppi favuri, m’ascutati? forsi non ci fati casu, ma certu...

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